Questi bambini li ho conosciuti il giorno prima della Comunione, durante le prove. Vivaci, pieni di energia, sorrisi e corse continue.
Eppure, entrando in Chiesa il giorno della Comunione, qualcosa cambiava. Quegli stessi bambini apparivano improvvisamente raccolti in religioso silenzio, con lo sguardo colmo di emozione e curiosità.
Era come se si trovassero davanti a qualcosa di grande e misterioso, difficile da spiegare a parole ma capace di trasformare completamente l’atmosfera intorno a loro.
Fotografare questi momenti significa proprio questo: cogliere la trasformazione, l’attimo in cui l’infanzia spensierata incontra per un momento la meraviglia e il senso del Sacro.
Un ruolo speciale lo ha avuto Don Roberto, che con la sua umanità e la sua straordinaria capacità comunicativa è riuscito ad accompagnare i bambini con delicatezza e semplicità. Nei suoi gesti e nelle sue parole c’era vicinanza autentica, e questo ha aiutato i bambini a vivere la cerimonia con serenità e partecipazione sincera.
Anche per le fotografie prima della celebrazione ho voluto creare qualcosa di diverso dal solito. Amo costruire immagini che raccontino davvero una storia e che abbiano un’atmosfera personale e senza tempo. Per questo ho portato un bouquet di fiori freschi e alcuni accessori vintage, tra cui un piccolo Vangelo con copertina in madreperla, dettagli capaci di rendere ogni ritratto più delicato, elegante e autentico e originale.
Per me fotografare una Comunione non significa semplicemente documentare un evento, ma custodire emozioni che resteranno vive negli anni. Perché un’immagine bella non è solo quella perfetta: è quella che riesce a far rivivere un’emozione anche molto tempo dopo.
















